La rosacea è un disturbo cutaneo cronico di tipo infiammatorio molto comune che interessa principalmente le aree del viso. È caratterizzato da vampate di calore, arrossamento, brufoli, pustole e vasi sanguigni dilatati. Anche gli occhi sono spesso coinvolti e in alcune persone può verificarsi un ispessimento della pelle, in particolare del naso.

Colpisce circa 3,2 milioni di italiani, tra il 7-8% della popolazione, con pelle chiara (meno frequente nei fototipi V e VI) in particolare le donne tra i 30 anni e i 50 anni.

Attualmente esistono due classificazioni di rosacea basate su sottotipi clinici (eritematotelangiectasico, papulo-pustolosa, fimatosa e oculare) o su un'analisi personalizzata del fenotipo della rosacea. Nella papulo-pustolosa, tra le più diffuse, svolge un ruolo importante l'infezione da demodex follicolorum.

I fattori scatenanti

La causa specifica non è nota, ma chi soffre di disfunzioni del sistema immunitario è più soggetto a sviluppare un’infiammazione cronica e iperreattività vascolare.

I fattori di rischio che possono scatenarla sono tanti:

  • Predisposizione genetica
  • Problemi circolatori
  • Infezioni (Demodex follicolorum, Helicobacter pylori, etc.)
  • Ansia e stress
  • Esposizione ai raggi ultravioletti
  • Sbalzi di temperatura
  • Cibi speziati
  • Cibi e bevande calde
  • Attività fisica
  • Farmaci
  • Alcool.

L'impatto sociale

La rosacea ha un impatto psicosociale significativo sui pazienti e causare imbarazzo e bassa autostima: il 77% dei pazienti è affetto da un punto di vista emotivo, il 63% è colpito sul lavoro, il 67% è socialmente colpito, il 53% è colpito nelle loro relazioni e comportamento negli appuntamenti.

Una recente indagine internazionale diffusa dalla SIDeMaST (società italiana di dermatologia medica), condotta su oltre 700 pazienti con rosacea e 500 medici, ha valutato il reale impatto di questa malattia, le cui manifestazioni rimangono costantemente visibili nel 60% dei casi ma sono i periodici peggioramenti l’aspetto più temuto, nel 90% dei casi.

Secondo quanto riporta la SIDeMaST la malattia influenza fortemente la vita di 1 persona su 3 e, in oltre la metà dei casi, ha ripercussioni sulla produttività lavorativa. Quasi il 90% rinuncia a quelle attività che possono peggiorare i sintomi o causarne la ricomparsa. Tra queste, la prima è l’esposizione solare, nel 50% dei casi, seguita dall’assunzione di alcol e cibi speziati, rispettivamente nel 33% e 26% dei casi.

La fotoprotezione

L'esposizione ai raggi solari aggrava il problema in quanto stimola l'infiammazione cronica. Per questa ragione, la fotoprotezione dovrebbe essere integrata nella gestione della rosacea (almeno SPF 30). Non tutte le creme sono indicate in quanto ci sono alcune sostanze comuni nei fotoprotettori che possono persino aumentare l'irritazione. I filtri solari fisici e inorganici (titanio, ossido di zinco) sono generalmente ben tollerati e per questo sono consigliati.

Come prevenirla

In generale, è consigliabile evitare i fattori scatenanti, prendersi cura della pelle utilizzando prodotti specifici per riparare e preservare la barriera cutanea, detergenti e struccanti delicati privi di sostanze schiumogene, e ovviamente una buona fotoprotezione specifica.

Inoltre, sarebbe bene evitare trucchi che contengono alcol, mentolo, fragranze ed eliminarne ogni traccia la sera con il latte detergente.