Contrariamente a quanto si crede, l'impiego di creme solari ad elevata protezione garantisce un'abbronzatura più sicura e uniforme. E' ancora molto diffuso il luogo comune secondo cui i fotoprotettori 50 e 50+ siano nemici della tintarella ma è vero esattamente il contrario.

La variabile fondamentale nello scegliere il giusto atteggiamento nei confronti del sole è la consapevolezza del proprio fototipo.

E' consigliabile evitare l'esposizione diretta al sole tra le ore 11 e le 16, fascia oraria più a rischio di fotodanneggiamento in cui il 50% degli ultravioletti UV-B colpisce la Terra. Meglio esporsi al sole con cautela, iniziando con 5 minuti e poi aumentare l’esposizione gradualmente.

Occorre utilizzare filtri solari (creme, spray e latte) ad alto fattore di protezione (50 e 50+), che siano resistenti all’acqua (waterproof) ed al sudore.
Se l’esposizione al sole si prolunga, l’applicazione dei fotoprotettori va effettuata più volte a intervalli regolari di circa 2 ore, rinnovando l’applicazione dopo ogni bagno e/o doccia.

Anche nelle giornate in cui il sole fa capolino dietro le nubi, i raggi ultravioletti sono in grado di attraversare le nuvole e colpire la pelle. Inoltre anche sotto l’ombrellone ne riceviamo più del 50%.
Ecco perché è consigliabile applicare la fotoprotezione sempre. Una regola che vale anche in acqua, dove la penetrazione degli ultravioletti raggiunge il 95%.

In ogni caso, l’esposizione prolungata aumenta il rischio di danni attinici che si esprimono con lentigo, efelidi, cheratosi attiniche e seborroiche e tumori epiteliali baso e spinocellulari o melanocitari (melanoma).
E’ necessario, quindi, tenere a mente quelle regole che, sebbene ormai piuttosto note, non saranno mai ripetute abbastanza da chi ha a cuore la propria salute e quella degli altri.