La pitiriasi versicolor o versicolore, nota anche come dermatomicosi furfuracea e definita volgarmente ed impropriamente “fungo del mare”, è un’infezione cutanea superficiale causata generalmente da un lievito del genere Malassezia (Malassezia Furfur). Si tratta di un lievito che normalmente colonizza la cute umana, e può diventare patologica solo in determinate circostanze a causa di fattori favorenti endogeni ed esogeni.

Ad esempio tra quelli esogeni ritroviamo le alte temperature e l’elevata umidità; mentre tra gli endogeni vi sono la cute untuosa, l’iperidrosi (eccesso patologico della sudorazione), l’alterazione del pH cutaneo, la predisposizione, la terapia steroidea, l’immunosoppressione, il diabete, la denutrizione cronica, la scarsa igiene personale e la gravidanza.

La pitiriasi versicolore è una malattia molto comune e presente in tutto il mondo, e l'Italia non fa eccezione. Ne sono particolarmente soggette donne sane in età adolescenziale e nella prima maturità (21 - 30 anni) ed in generale gli adolescenti o i giovani adulti, sia uomini che donne. Alcuni studi epidemiologici hanno inoltre dimostrato la presenza di predisposizione familiare. 

Come si presenta
La pitiriasi versicolore è caratterizzata da alterazioni della pigmentazione cutanea. Si presenta con macchie irregolari, ben demarcate, piane e di vario colore: marrone chiaro se compaiono su pelle non abbronzata (variente ipercromica); chiare se su cute sana abbronzata o naturalmente scura (variante ipocromica), poiché il lievito interferisce con la produzione endogena di melanina bloccando l’attività delle tirosinasi. In realtà l’aspetto delle chiazze è diverso a secondo se il lievito si trova nella sua forma attiva, colorito bruno chiaro e fine desquamazione in superficie, o non attiva. Da qui il nome versicolor, che significa “cangiante”, che muta colore.

Le aree più colpite
Le aree più colpite sono il torace, le braccia, il terzo inferiore del viso, il collo e le spalle, ma le macchie si possono riscontrare in qualsiasi parte del corpo fatta eccezione per le estremità. Normalmente si tratta di una micosi superficiale asintomatica, in alcuni casi provoca un lieve prurito.

La diagnosi
La diagnosi è sia clinica che laboratoristica. Al microscopio ottico, eseguendo un semplice vetrino da grattamento metodico, la Malassezia furfur e la Malassezia globosa appaiono sotto forma di lieviti riuniti in gruppi di cellule sferiche od ovali ed è di facile riscontro anche la presenza di piccole ife spesso allineate fra loro. Oltre all’esame obiettivo e microscopico, risulta determinante l’esame alla luce di Wood (meglio conosciuta come “Reazione di Wood”) che rende visibile il lievito sotto forma di una fluorescenza gialla. La coltura, sebbene non sia un metodo comune di diagnosi, può essere effettuata su appositi terreni con aggiunta di olio d’oliva. La pitiriasi versicolore è una malattia cronico-recidivante, persistente, e di norma non guarisce spontaneamente.

Il trattamento
Il trattamento prevede sia l’impiego di farmaci ad uso topico che sistemico. Andrebbe eseguito nei mesi primaverili, in modo da prevenire il tipico inestetismo visibile in estate, ma va prolungato con una terapia di mantenimento annuale (60% di recidiva entro un anno, 80% entro il secondo). Si utilizzano alcune formulazioni di shampoo contenenti solfuro di selenio (2,5%), solfuro-salicilico (2%) o molecole antimicotiche. Quando risulta persistente e quindi si somministrano farmaci per via sistemica: Fluconazolo (200 mg), Ketoconazolo (200 mg), Itraconazolo 100 mg, due volte al giorno per 5-7 giorni.

La prevenzione
Inoltre, una maggiore cura della propria igiene allontana le possibili recidive. In alcuni soggetti il lievito si ripresenta con insistenza e sembra che non esistano modalità per eliminarlo completamente, se non per periodi limitati. In realtà, in situazioni normali, l’igiene personale ha poco a che fare con la comparsa della patologia, in quanto la sua proliferazione aumenta in ambienti umidi e caldi. Quindi docce calde possono creare un ambiente adatto al suo sviluppo (palestre, saune, spa, etc.). Invece sono molto utili esposizioni a fumi termali di origine sulfurea dal momento che lo zolfo combatte il microrganismo.

L'utilizzo di detergenti riacidificanti risulta fontamentale per prevenire le recidive. Ciò in virtù del fatto che la malassezia diventa patogena quando si verifica un innalzamento del pH cutaneo.