La sindrome della “pelle sensibile” è una condizione caratterizzata da estrema suscettibilità, reattività ed intolleranza della cute a diversi fattori scatenanti. Si tratta di un fenomeno molto più comune nella donna, di solito interessa particolarmente il volto e le mani, ed è identificabile dal dermatologo in base ad una serie di sintomi.

Sintomi
Tra questi, quelli più comuni vale la pena ricordare la sensazione di bruciore, pizzicore, secchezza e prurito spesso associati a segni visibili quali intenso arrossamento, assottigliamento dello strato superficiale della pelle e screpolature più o meno evidenti.
Nei casi più estremi anche il solo contatto con l’acqua tiepida può provocare arrossamento, sensazione di tensione e bruciore, di solito difficile da lenire.

I soggetti affetti da pelle sensibile lamentano di non tollerare alcun prodotto cosmetico né alcun sapone per la detersione. Abitualmente l’esposizione al sole, al freddo intenso e al vento provoca una reazione quasi immediata, molto fastidiosa e talvolta persistente. Nel lungo periodo questi sintomi possono diventare cronici, la pelle diventa sempre più sensibile e anche i prodotti utilizzati abitualmente finiscono per essere mal tollerati.

Diversamente da quanto si crede, la cute sensibile non è una patologia di natura allergica: tuttavia, spesso chi ne è affetto può lamentare qualche episodio allergico dovuto a cosmetici o detergenti non clinicamente testati. In questo caso, però, il sintomo del prurito è dominante.

Le cause
Le cause responsabili della cute sensibile possono essere definite di tipo “costituzionale”: vale a dire che determinati soggetti presentano una pelle geneticamente più reattiva ai fenomeni esterni, in relazione ad una risposta a stimoli interni di natura ormonale, emozionale e da stress. La pelle sensibile può essere facilmente identificata dal dermatologo attraverso un test definito “stinging test” o test all’acido lattico. Il test è di facile esecuzione, rapido, non è doloroso e non lascia segni visibili.