La laser epilazione è il terzo trattamento più frequentemente richiesto in assoluto in dermatologia/medicina estetica e pensate, e il secondo più richiesto nel sesso maschile. Secondo l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery solo nel 2015 sono stati eseguiti in USA più di 1.200.000 trattamenti di laser epilazione. 

Irsutismo
In ambito medico si definisce irsutismo l’aumento dei peli terminali in aree androgeno-dipendenti (labbro superiore, regione mandibolare, regione sternale, dorso, linea alba, areole mammarie), che nelle donne può rappresentare un sintomo di patologie sottostanti come la sindrome dell’ovaio policistico.

Ipertricosi
Per ipertricosi si intende invece l’accrescimento pilifero in zone non androgeno-dipendenti, normalmente ricoperte di peli, influenzato da vari fattori tra cui l’età, la razza e la predisposizione familiare.

Diverse sono le metodiche proposte per la depilazione: la decolorazione, la rasatura, la depilazione a strappo o chimica, il trading con il filo di seta, l’utilizzo di creme a base di eflornitina, la terapia fotodinamica. L’epilazione a lungo termine viene invece affidata ai sistemi a luce pulsata, ai laser o all’elettrocoagulazione che rimane ad oggi l’unico metodo efficace per epilare i peli di colore bianco.

Come funziona
Il principio su cui si basa l’epilazione laser è quello della fototermolisi selettiva secondo cui, utilizzando peculiari lunghezze d’onda di luce, si può ottenere un determinato effetto biologico con minimo danno sui tessuti circostanti. Il bersaglio target-cromoforo nel caso dell’epilazione laser è rappresentato dall’eumelanina che si trova nel fusto e nel follicolo pilifero a livello della papilla dermica e del bulge.

In base a tale principio la luce laser, opportunamente regolata, raggiunge il follicolo pilifero fino alla regione del bulbo, dove viene assorbita e trasformata in calore con conseguente necrosi termica e retrazione endoluminale del pelo con conseguente caduta, senza segni di danno per l’epidermide.

Il trattamento
Al fine di minimizzare l’insorgenza di effetti collaterali e proporre trattamenti il più performanti possibili è fondamentale non trascurare alcune importanti considerazioni.

     - Valutare il fototipo del paziente;

     - l’abbronzatura (i trattamenti possono risultare più rischiosi e meno performanti);

     - il colore e lo spessore dei peli da trattare;

     - la presenza di nei e tatuaggi sulle aree interessate dal trattamento.

Quando eseguirla
E’ opportuno programmare nel modo corretto le sedute terapeutiche e scegliere il periodo giusto dell’anno: il consiglio è di aspettare la scomparsa dell’abbronzatura magari aiutandosi con scrub da eseguirsi 2/3 volte a settimana e di interrompere le sedute qualche settimana prima della successiva esposizione al sole per scongiurare la comparsa di spiacevoli iperpigmentazioni post-infiammatorie.