L’invecchiamento della pelle è un fenomeno biologico, graduale ma inevitabile. Con il passare degli anni la pelle va incontro ad una serie di modificazioni che ne determinano l’aspetto rugoso ed invecchiato. Anche se si tratta di un processo biologico, e quindi naturale, ci sono alcuni fattori esterni che possono accelerarlo.

Fotoaging
In particolare l’esposizione prolungata alla luce (solare o artificiale) determina un invecchiamento precoce e strutturalmente diverso rispetto a quello dovuto all’età ed all’atrofia.

Il segno caratteristico è in questo caso la presenza di fibre elastiche danneggiate (elastosi) che determinano un ispessimento cutaneo.

Va notato inoltre che, mentre l’effetto dei raggi UVB è localizzato principalmente a livello dell’epidermide, gli UVA (abbronzatura artificiale) hanno effetti localizzati più profondamente a livello del derma. Anche l’attività dei melanociti si riduce e, proporzionalmente a tale deficit, la pelle diventa più vulnerabile agli effetti delle radiazioni solari.

Si possono formare degli aggregati di melanociti molto attivi, con conseguente comparsa di lentigo solari (macchie cutanee nelle zone esposte ai raggi UV), discheratosi ed aumentato rischio di melanomi. 

Come prevenire
Si tratta, quindi, di un processo fisiologico che, tuttavia, è possibile prevenire e rallentare. L’assunzione di antiossidanti cutanei, vitamine A-C-E, di isoflavoni della soia (ridensificanti e rassodanti), l’applicazione di preparati topici ad alto contenuto di acido ialuronico, di coenzima Q10, di calcio antagonisti e di sostanze emollienti ed idratanti hanno mostrato notevoli effetti protettivi e rigenerativi.