L’alopecia areata è la più comune forma di alopecia non cicatriziale e rappresenta circa il 2-5% delle patologie dermatologiche osservate. Si caratterizza per la improvvisa comparsa di chiazze prive di peli, di forma per lo più rotondeggiante, di numero e di dimensioni variabili.

Chi colpisce
L’alopecia areata colpisce con uguale frequenza sia il sesso maschile che quello femminile con età di insorgenza compresa fra i 20 e i 30 anni.

Nei bambini è più frequente intorno al quarto anno di vita, rara dopo i 60 anni. Sul piano clinico se ne distinguono comunemente quattro varianti: la forma in chiazze multiple (alopecia areata), la forma ofiasica (zona occipito-bitemporale), la forma totale (intero cuoio capelluto) e la forma universale caratterizzata dalla scomparsa di tutti i capelli e dell’intero manto pilare. E’ piuttosto frequente l’associazione con malattie a patogenesi autoimmunitaria come: anemia perniciosa, vitiligine, dermatite atopica, diabete mellito, tireopatie ed alcuni casi di malattia celiaca in pazienti del tutto asintomatici.

Particolarmente frequente, inoltre, la presenza in circolo di autoanticorpi antitiroidei, anche senza evidenti segni clinici di tireopatia (malattia della tiroide). Tale condizione si verifica soprattutto in pazienti giovani con alopecia particolarmente severa e ad insorgenza precoce.

Molto poco si sa dell’eziologia della malattia. Esiste indubbiamente una predisposizione genetica familiare sulla quale influiscono fattori ambientali. E’ stato dimostrato, inoltre, che gli eventi emozionali e stressanti possono influenzare sia l’immunità umorale che quella cellula mediata.

Lo stress psicologico non è mai la causa, come erroneamente si pensa, ma può certamente essere un’aggravante a cui va incontro il soggetto affetto (perdita della propria autostima conseguente alla perdita dei capelli). Essendo una patologia autoimmune, l’efficacia dei farmaci immunosoppressivi è oramai comprovata. Tuttavia bisogna ricordare l’incapacità della terapia di modificare la storia naturale della malattia e che la stessa ha lo scopo “cosmetico” di far avere i capelli anche nel momento di maggior attività della malattia stessa.

I farmaci attualmente più in uso sono sicuramente gli steroidi e il minoxidil. Tuttavia non bisogna sottovalutare l’impiego di lozioni a base di sostanze irritanti/immunomodulanti e l'assunzione di integratori specifici.

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