L'acne è una malattia e pertanto va trattata come tale. L'errore comune è di ricorrere a trattamenti improvvisati e cure fai da te che possono compromettere ulteriormente il quadro clinico. 

L’acne colpisce quasi il 70-90% degli adolescenti (circa 2,5 milioni di ragazzi) e la sua forma tardiva tra il 10 e il 20% degli adulti tra i 28 e i 40 anni. Negli ultimi anni si è osservato un progressivo aumento della prevalenza dai 10 ai 18 anni di età.

La terapia
La terapia dell’acne deve essere commisurata alla severità del quadro cutaneo e dovrebbe idealmente intervenire sul maggiore numero possibile di fattori patogenetici che ne sono sottesi. Per ottenere una remissione clinica a lungo termine, va considerato il decorso cronico dell’acne, che tende a ricorrere per anni e a recidivare dopo la sospensione di un trattamento.

Di conseguenza, una cura appropriata deve prevedere una terapia di mantenimento della remissione clinica, ottenuta con il trattamento d’attacco e di prevenzione delle recidive.

Oggi il medico specialista dispone di un’ampia gamma di molecole utili nel trattamento dell’acne, ciascuna caratterizzata da un proprio spettro d’azione. La scelta di una cura adeguata, tra le svariate soluzioni terapeutiche disponibili, non può prescindere dalla conoscenza delle basi patogenetiche.

Le aree del corpo maggiormente interessate sono soprattutto volto, torace e regione interscapolare. In base alla tipologia delle lesioni presenti in un paziente acneico, si distinguono forme di acne non infiammatoria, infiammatoria e polimorfa.

Nel primo caso sono presenti prevalentemente lesioni comedoniche, aperte o chiuse (punti neri e punti bianchi, rispettivamente).

La seconda varietà clinica di acne si caratterizza per la presenza, variabile in numero e proporzione, di elementi infiammatori. Quando elementi non infiammatori e infiammatori coesistono, l’acne si definisce polimorfa ed è quest’ultima la condizione più frequente.

Tempestività
L’acne necessita di cure adeguate e tempestive, sia per l’impatto psicologico ascrivibile all’espressione clinica della malattia sia per la tendenza all’esito cicatriziale. In caso di acne infiammatoria l’esito cicatriziale si presenta nel 95% dei casi. Tra le diverse variabili che favoriscono l’evoluzione cicatriziale di un’acne attiva, c’è sicuramente il ritardo nella messa in atto di una cura appropriata dell’acne stessa. Il frequente esito cicatriziale delle lesioni attive, inoltre, può rappresentare un ulteriore motivo di disagio.

Per questa ragione occorre chiedere il parere di uno specialista in dermatologia che saprà indicare il trattamento terapeutico in base alla gravità del quadro clinico.